Sensore e risoluzione in DPI
Il cuore di un mouse gaming è il sensore, in genere ottico, e la risoluzione che esprime in DPI. I DPI indicano quanto si muove il puntatore a parità di spostamento del mouse: un valore più alto rende il cursore più rapido, ma oltre una certa soglia conta più la precisione e la regolarità del sensore che il numero massimo dichiarato. In questa selezione si va da sensori da 8.000 DPI fino a oltre 40.000 DPI, ma quasi nessuno gioca a valori così alti: l'importante è poter regolare il DPI su più livelli e che il tracciamento resti preciso anche nei movimenti veloci. Valuta la possibilità di cambiare DPI al volo e controlla nella scheda il sensore e i livelli impostabili, più che il solo numero di punta.
Peso e struttura della scocca
Il peso incide molto sulla sensazione d'uso, soprattutto negli sparatutto dove si sposta il mouse continuamente. I modelli ultraleggeri scendono attorno ai 60 grammi, spesso grazie a una scocca traforata a nido d'ape che alleggerisce la struttura, e si muovono con meno fatica nelle sessioni lunghe. I mouse più pieni pesano di più ma offrono in genere altri tasti laterali e una presa più avvolgente. Conta anche la forma: alcune scocche sono pensate per la mano destra, altre sono ambidestre. Valuta quanto ti interessa la leggerezza rispetto alla ricchezza di tasti e controlla nella scheda il peso dichiarato e il tipo di impugnatura.
Tasti programmabili e switch
Il numero di tasti programmabili stabilisce quante azioni puoi assegnare al mouse, dai comandi rapidi alle macro, ed è particolarmente utile nei giochi di ruolo e di strategia. Si va dai sei tasti dei modelli più essenziali fino a dieci o più sui mouse pensati per chi vuole molti comandi sotto le dita. Conta poi il tipo di switch sotto i pulsanti principali, perché ne determina la sensazione del clic e la durata: gli switch dichiarati per decine di milioni di clic, meccanici o ottici, sono pensati per resistere a un uso intenso e prolungato. Valuta quanti comandi ti servono davvero e controlla nella scheda il numero di tasti programmabili e la durata dichiarata degli switch.
Connettività: cablato o wireless
La connessione cambia l'esperienza d'uso. Un mouse cablato non ha batteria da ricaricare e offre una latenza minima, e i modelli migliori montano un cavo morbido e flessibile, a volte intrecciato, che riduce l'attrito sul tavolo. Un mouse wireless dedicato al gioco usa una connessione a bassa latenza tramite un ricevitore, per avvicinarsi alla reattività del cablato senza il filo, ma richiede di gestire l'autonomia e la ricarica. Valuta se preferisci la semplicità e il prezzo più basso del cablato o la libertà del wireless, e controlla nella scheda il tipo di connessione, la lunghezza del cavo o l'autonomia dichiarata della batteria.
Illuminazione, software e personalizzazione
Quasi tutti i mouse gaming offrono l'illuminazione RGB, con milioni di colori e effetti sincronizzabili, più una questione estetica che di prestazioni. Più importante è il software del produttore, con cui si regolano i livelli di DPI, si assegnano i tasti, si creano le macro e si salvano i profili: alcuni mouse memorizzano i profili a bordo, così restano anche su un altro computer. Valuta quanto ti interessa personalizzare i comandi e l'aspetto e quanto pesa per te avere un software maturo, e controlla nella scheda l'illuminazione, l'applicazione di gestione e la memoria a bordo dichiarate dal modello.