Sensore e DPI
Il sensore è il cuore di un mouse da gioco, perché è ciò che traduce il movimento della mano nel puntatore sullo schermo. Tutti i modelli di questa fascia usano un sensore ottico, considerato lo standard per la precisione, ma cambia il valore massimo di DPI, cioè quanti punti il mouse registra per ogni movimento: più DPI significano un puntatore più reattivo, utile su schermi ad alta risoluzione, anche se nella pratica si gioca quasi sempre a valori intermedi. Conta più della cifra massima la possibilità di regolare i DPI su più livelli e di cambiarli al volo con un tasto dedicato, per passare in fretta da una mira precisa a uno spostamento rapido. Valuta quanto ti serve una sensibilità alta e controlla nella scheda i DPI massimi e i livelli regolabili del modello.
Peso e forma
Il peso è probabilmente la differenza che si sente di più nell'uso. Un mouse leggero affatica meno il polso nelle sessioni lunghe e si sposta più rapidamente, motivo per cui molti modelli da gioco hanno una struttura a nido d'ape, traforata, che taglia diversi grammi. Un mouse più sostanzioso, intorno agli 85 grammi, dà invece una sensazione più piena e stabile a chi non cerca la leggerezza estrema. Conta anche la forma, perché influenza la presa: una sagoma ergonomica con appoggio per il pollice asseconda chi appoggia tutto il palmo, mentre un profilo più piatto e simmetrico si adatta a chi gioca con le dita. Valuta come tieni il mouse e quanto ti pesa la fatica nelle partite lunghe, e controlla nella scheda il peso e la forma dichiarati.
Connessione cablata e cavo
In questa fascia di prezzo i mouse sono cablati via USB, una scelta che ha vantaggi precisi: non si ricaricano mai, non hanno latenza dovuta alla radio e costano meno di un equivalente senza fili. Il rovescio della medaglia è il cavo sulla scrivania, che in un mouse da gioco non dovrebbe frenare il movimento: i modelli migliori montano un cavo morbido e flessibile, a volte intrecciato in tessuto, pensato per restare leggero e non opporre resistenza quando si sposta il mouse di scatto. Se cerchi la totale libertà del wireless, in questa fascia non la trovi e conviene salire di prezzo. Valuta se il cavo è un problema per il tuo spazio e controlla nella scheda il tipo di cavo e la sua lunghezza.
Tasti programmabili e software
Oltre ai due tasti principali e alla rotella, un mouse da gioco aggiunge tasti extra, in genere ai lati per il pollice, che si possono programmare con comandi, scorciatoie o macro. Il numero di tasti varia parecchio, da una sagoma essenziale con sei pulsanti a un modello pieno di comandi pensato per chi gioca a titoli con molte azioni da richiamare. A fare la differenza è il software della casa, che permette di riassegnare i tasti, registrare macro, regolare i DPI e salvare profili per i diversi giochi, a volte direttamente nella memoria del mouse. Valuta quanti comandi ti servono a portata di pollice e quanto ti interessa personalizzare, e controlla nella scheda il numero di tasti programmabili e la presenza di un software dedicato.
Illuminazione RGB, switch e costruzione
Il contorno fa comunque parte della scelta. L'illuminazione RGB, ormai presente quasi ovunque in questa fascia, è soprattutto estetica e in genere si personalizza dal software, con colori ed effetti sincronizzabili con il resto della postazione. Più sostanziale è la qualità degli switch principali, cioè i microinterruttori sotto i tasti del clic: diversi produttori dichiarano una durata in milioni di clic, un'indicazione di quanto a lungo il mouse dovrebbe reggere prima di mostrare doppi clic o cedimenti. Conta infine la costruzione complessiva, dai piedini che fanno scorrere il mouse alla solidità della scocca. Valuta quanto ti interessano l'estetica e la durata nel tempo, e controlla nella scheda l'illuminazione, gli switch e i materiali dichiarati dal modello.