Velocità delle porte: Gigabit, 2,5G e 10G
La prima cosa da guardare è la velocità delle porte, perché stabilisce il tetto massimo di ogni collegamento. Il Gigabit, cioè 1 Gbps, è lo standard più diffuso e basta per la maggior parte degli usi domestici. Il 2,5G, ovvero 2,5 Gbps, moltiplica la banda sfruttando i cavi di rete già presenti in casa, senza dover ricablare, ed è utile con PC recenti, NAS e access point WiFi 6 ed 6E. Il 10G, in fibra tramite slot SFP+ o su rame, è il passo successivo, pensato per le dorsali e per i NAS ad altissime prestazioni. Valuta a quale velocità lavorano davvero i tuoi dispositivi e i tuoi cavi, perché uno switch veloce rende solo se anche il resto della rete regge, e controlla nella scheda il tipo e il numero di porte del modello.
PoE e budget di alimentazione
Il PoE, Power over Ethernet, permette di portare dati e corrente sullo stesso cavo di rete, così telecamere IP, access point e telefoni VoIP si alimentano senza una presa elettrica vicina. Non basta però che le porte siano indicate come PoE o PoE+: conta il budget complessivo in watt dello switch, che va diviso tra tutti i dispositivi collegati, e conta quanti watt può erogare ogni singola porta. Alcuni switch alimentano tutte le porte, altri solo una parte, altri ancora non hanno PoE del tutto. Valuta quanti dispositivi vuoi alimentare e quanta potenza richiede ciascuno, poi controlla nella scheda il budget PoE totale e i watt per porta, così eviti di restare a corto di alimentazione.
Gestione: non gestito, smart o gestito
Il tipo di gestione cambia molto l'uso dello switch. Uno switch non gestito è plug & play: si collega e funziona subito, senza configurazione, ed è la scelta più semplice per aggiungere porte. Uno switch smart o gestito aggiunge invece un'interfaccia con cui organizzare la rete: le VLAN per separare il traffico in reti logiche distinte, il QoS per dare priorità ad alcuni flussi, e in certi casi il controllo dell'alimentazione PoE porta per porta o funzioni di sicurezza e diagnostica. In cambio richiede una configurazione iniziale. Valuta se ti basta far comunicare i dispositivi o se vuoi poter segmentare e dare priorità al traffico, e controlla nella scheda se il modello è non gestito, smart o gestito.
Uplink e slot SFP+
Oltre alle porte principali conta come lo switch si collega al resto della rete. L'uplink è la porta, spesso più veloce delle altre, con cui si raggiunge il router o lo switch a monte senza creare un collo di bottiglia. Gli slot SFP+ accettano moduli in fibra o in rame, tipicamente da 10 Gbps, e servono a collegare a piena velocità un NAS, un server o una dorsale tra armadi diversi: i moduli vanno però scelti in base al collegamento e non sempre sono inclusi. Valuta se ti serve un uplink veloce o un collegamento in fibra, e controlla nella scheda la presenza di porte SFP+ o di uplink multi-gig, e se i moduli sono compresi o vanno acquistati a parte.
Formato, raffreddamento e montaggio
Infine contano il formato e come lo switch si comporta una volta acceso. Molti modelli hanno uno chassis in metallo senza ventole, quindi restano del tutto silenziosi, una qualità che pesa se lo switch sta su una scrivania o in un ambiente abitato; altri, con più porte e più potenza PoE, possono integrare una ventola. Il formato influisce sul posizionamento: uno switch compatto si appoggia ovunque, mentre i modelli con molte porte sono più ingombranti, e diversi si possono montare a parete o in un rack. Valuta dove finirà lo switch e quanto ti pesa il rumore, e controlla nella scheda il tipo di raffreddamento e le opzioni di montaggio.