Risoluzione di foto e video
I megapixel dichiarati dalle fototrappole sono quasi sempre il primo dato che salta all'occhio, ma vanno letti con prudenza, perché in questa fascia sono spesso interpolati via software e non corrispondono al sensore reale. Conta più la resa effettiva, soprattutto in notturna, che il numero stampato sulla scatola. Per i video, la differenza concreta è tra chi registra in Full HD 1080p e chi arriva al 4K, che offre più dettaglio ma genera file più pesanti che consumano più spazio sulla scheda e più batteria. Alcuni modelli registrano anche l'audio insieme al video. Valuta se ti interessano più le foto, e quindi il dettaglio dello scatto singolo, o i video, e controlla nella scheda la risoluzione reale e quella video dichiarata.
Velocità di scatto e sensore PIR
Il cuore di una fototrappola è il sensore PIR, che rileva il movimento di un corpo caldo e fa partire lo scatto. Due valori contano più di tutti. Il primo è il tempo di trigger, cioè quanto passa tra il rilevamento e la prima foto: un valore basso, intorno a un decimo di secondo, riduce il rischio di immortalare solo la coda di un animale già transitato, mentre tempi più lunghi fanno perdere i soggetti veloci. Il secondo è la copertura, data dall'angolo di rilevamento e dalla portata in metri, e dal numero di sensori, perché alcuni modelli ne montano più d'uno per coprire un'area più ampia. Conta anche la modalità a raffica, che scatta più foto in sequenza a ogni attivazione. Valuta dove piazzerai la fototrappola e controlla nella scheda il tempo di trigger, la portata e l'angolo dichiarati.
Visione notturna a infrarossi
Di notte la fototrappola illumina la scena con LED a infrarossi, e la scelta della lunghezza d'onda fa la differenza. I LED a 850 nm sono più luminosi e arrivano più lontano, ma emettono un debole bagliore rosso visibile che un animale diffidente o una persona può notare. I LED a 940 nm, detti invisibili o no-glow, non emettono alcun bagliore percepibile e sono ideali per non spaventare la fauna o per la sorveglianza discreta, al prezzo di una portata leggermente inferiore. Contano anche il numero di LED e la portata in metri dell'illuminazione notturna. Valuta se per te è più importante la discrezione assoluta o la massima portata in notturna, e controlla nella scheda la lunghezza d'onda, il numero di LED e la distanza coperta.
Connettività: 4G, WiFi o solo scheda SD
Il modo in cui si recuperano foto e video è una delle scelte più pratiche. I modelli più semplici e diffusi registrano solo su scheda microSD, che va estratta e scaricata di persona ogni volta: la soluzione più economica e senza canoni, adatta a chi può raggiungere spesso la postazione. I modelli con WiFi e Bluetooth permettono di collegare lo smartphone tramite un'app e scaricare gli scatti da pochi metri di distanza, senza aprire ogni volta l'apparecchio. La connettività 4G via SIM, più rara e costosa in questa fascia, è l'unica che invia foto e video da remoto ovunque ci sia copertura, comoda per postazioni lontane ma con il costo di una SIM dati da gestire. Valuta quanto spesso potrai raggiungere la fototrappola e controlla nella scheda il tipo di connettività dichiarato.
Autonomia e alimentazione
Una fototrappola resta in postazione per settimane o mesi, quindi l'alimentazione decide quanta manutenzione richiede. La soluzione classica sono le batterie stilo AA, da 4 o da 8 a seconda del modello: economiche e facili da reperire ovunque, ma da sostituire quando si scaricano. Un'alternativa sempre più diffusa è la batteria ricaricabile interna abbinata a un pannello solare, che ricarica con la luce e riduce o azzera la necessità di cambiare le pile, ideale per postazioni esposte al sole e difficili da raggiungere. Sull'autonomia incidono anche il numero di scatti, l'uso del video 4K e l'eventuale connessione wireless, che consumano di più. Valuta quanto spesso potrai intervenire sulla postazione e controlla nella scheda il tipo di alimentazione, la capacità della batteria e la presenza del pannello solare.