Diffusori attivi, non passivi: cosa serve davvero
La prima cosa da chiarire è la differenza tra diffusore attivo e passivo. Un diffusore attivo ha l'amplificatore già integrato nel mobile: si collega la sorgente, dal computer al giradischi, e si ascolta, senza altri apparecchi. Un diffusore passivo, invece, ha bisogno di un amplificatore esterno a cui collegarsi per poter suonare. Tutti i modelli di questa selezione sono attivi, quindi formano da soli un sistema completo e non richiedono di acquistare un amplificatore a parte. In una coppia attiva di solito un diffusore contiene l'amplificazione e i controlli e l'altro si collega a quello principale con un cavo. Valuta se vuoi proprio questa semplicità del tutto in uno, e controlla nella scheda la potenza dichiarata e come sono alimentati i due diffusori.
Dimensione del woofer e resa dei bassi
La dimensione del woofer, l'altoparlante che riproduce le frequenze basse, incide molto sul carattere del suono. In questa fascia si va dai coni da 3,5 pollici, compatti e pensati per stare vicino allo schermo su una scrivania, ai woofer da 4 o 4,5 pollici dei diffusori da scaffale, che danno in genere più corpo e bassi più presenti. Va considerato anche il tipo di tweeter, l'altoparlante degli acuti, spesso in seta per un suono più morbido sulle alte frequenze. Più il diffusore è grande, più riempie un ambiente ampio, mentre un modello compatto rende bene a distanza ravvicinata. Valuta la distanza di ascolto e la stanza in cui andranno, e controlla nella scheda le dimensioni del woofer e la configurazione a due vie.
Connessioni: Bluetooth, ottico, RCA e phono
Le connessioni decidono cosa puoi collegare ai diffusori. Gli ingressi cablati come RCA e i jack bilanciati TRS sono lo standard per collegare un computer, una scheda audio o un mixer, e quasi tutti i modelli li hanno. Il Bluetooth aggiunge lo streaming musicale senza fili da telefono o tablet, comodo per l'ascolto rapido. L'ingresso ottico permette di collegare il televisore o una sorgente digitale, mentre un ingresso phono dedicato consente di collegare direttamente un giradischi senza un pre-fono separato. Alcuni modelli mettono anche un'uscita cuffie sul frontale, pratica per ascoltare in silenzio. Valuta quali sorgenti userai, dal PC al giradischi, e controlla nella scheda gli ingressi disponibili, perché cambiano parecchio da un modello all'altro.
Suono neutro da studio o resa più ricca
Non tutti i diffusori attivi puntano allo stesso tipo di suono. I monitor da studio sono progettati per una resa neutra e fedele, che riproduce l'audio così com'è registrato senza enfatizzare bassi o acuti: è ciò che serve a chi monta video, produce musica o vuole sentire il brano nel modo più onesto possibile, ma può risultare meno spettacolare nell'ascolto rilassato. Altri diffusori cercano invece un suono più ricco e immediato, con bassi più presenti e una resa pensata per il puro piacere di ascoltare. Alcuni modelli offrono regolazioni di toni o controlli di acuti e bassi per adattare il suono ai gusti. Valuta se ti serve fedeltà per lavorare con l'audio o un suono più caldo per goderti la musica, e controlla nella scheda l'impostazione del modello.
Uso da scrivania o da scaffale
La destinazione d'uso cambia il modello giusto. I diffusori compatti da scrivania si mettono ai lati del monitor a distanza ravvicinata e spesso hanno i controlli e l'uscita cuffie sul frontale, comodi quando sono a portata di mano. I diffusori da scaffale, più grandi, si appoggiano su una mensola o su appositi stand e suonano meglio a qualche metro di distanza, e diversi includono un telecomando per gestire volume e sorgente dal divano. Conta anche lo spazio, perché una coppia da scaffale ingombra più di una compatta da PC. Valuta dove li userai, sulla scrivania a un braccio di distanza o nel salotto da gestire a distanza, e controlla nella scheda le dimensioni, la presenza del telecomando e i controlli frontali.